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3/18/2006 Universi Paralleli
Origine degli extraterrestriMappe stellari aliene, alla ricerca del luogo di origine degli extraterrestri. Una nuova geografia della vita aliena nello spazio si sta configurando dopo le relazioni spesso sensazionalistiche dei vari Lear, Corso e Wolf. La confederazione umanoide si aggiunge ai pleiadiani di Meier e ai grigi dall’ingegneria genetica altamente inquietante. La questione dei luoghi d’origine delle supposte entità aliene è un dilemma che fa accapigliare da anni gli studiosi. I pianeti e le stelle, da cui dicono di provenire le varie entità nei casi di IR-3 e IR-4, non hanno trovato ancora una verifica definitiva da parte della scienza. Sia per quanto riguarda i pianeti del sistema solare (su cui la scienza ufficiale ci dice che è impossibile l’esistenza della vita) sia per galassie e sistemi stellari extrasolari, l’incapacità di effettuare esplorazioni sistematiche per "ritrovare" le entità aliene avvistate, a causa della nostra tecnologia limitata, ci fa brancolare sempre nell’oscurità più completa. Al di là delle generiche indicazioni di provenienza da altre galassie, nelle comunicazioni degli IR-3 abbiamo però diversi casi di precise localizzazioni astronomiche. Adamski e i contattisti classici parlano di pianeti del sistema solare e in particolare di Venere. La vicenda di Betty e Barney Hill è importante in questa analisi per la sua dinamica di svolgimento. È il primo caso in cui due addotti vedono una precisa mappa stellare a bordo dell’astronave e, conseguentemente, l’agglomerato stellare nell’ologramma mostrato alla signora Hill, viene identificato da Marjorie Fish, dopo anni di lavoro. In un caso brasiliano del ‘56, quello del Prof. de Freitas Guimaraes, spunta un’altra mappa astronomica, stavolta fattagli vedere dai nordici che lo avrebbero ospitato; Travis Walton, dal canto suo, assistette a una proiezione di stelle e pianeti nel cosmo su uno schermo olografico a bordo dell’astronave dove era stato trasportato. GEOGRAFIA ALIENA DELLO SPAZIO Il serg. magg. Robert Dean e il col. Wendelle Stevens hanno fornito informazioni sulla nuova geografia aliena dello spazio lasciando intendere che la NASA e altri organi di governo mondiali nascondano informazioni segrete ben più dettagliate anche riguardo i casi sopra citati. Ricordiamo come nelle affermazioni di Adamski e Meier si fondano elementi reali (come le "lucciole spaziali") a dichiarazioni apparentemente folli. Sembra però che un fondo di verità nella mappatura dei sistemi stellari abitati (dai Draconiani alla confederazione umanoide), stando alle dichiarazioni di addotti e contattisti, sia intravedibile. I luoghi d’origine vengono così, necessariamente e aprioristicamente ben delineati. La scienza ufficiale attuale non prende affatto in considerazione questi dati. Atteggiamento comprensibile nell’ambito della ricerca della vita nel nostro sistema solare, ma che non ha giustificazioni riguardo le provenienze extrasolari. Perfino di fronte a prove esobiologiche nette ed evidenti come i batteri marziani ci si rifugia nelle affermazioni possibiliste e probabilistiche. La scoperta di sistemi planetari nell’alpha della Lyra o dei pianeti gioviani della costellazione di Pegaso ed Epsylon Eridani viene affossata nelle discussioni, dimenticando che molti avvistamenti di IR-3 e contattismo professano la provenienza aliena da queste zone cosmiche dei presunti extraterrestri. E così di seguito, con Vega che non può ospitare la vita a causa della sua eccessiva magnitudo e luminosità, oltre che troppo lontana temporalmente in maniera sincronica per un’evoluzione planetaria di civiltà evolute; con Sirio, che è una stella di neutroni e non può ospitare sviluppi esobiologici alieni, e così via. Eppure le indagini degli astronomi americani hanno dimostrato statisticamente che non sono meno di 600 milioni i pianeti simili alla Terra nel cosmo e nella nostra galassia e che le stelle molto più calde del Sole e con velocità di rotazione molto maggiore possono ospitare pianeti. Gli studi dell’osservatorio di Kitt Peak in Arizona stabiliscono che su 42 stelle diverse dal Sole il 16% ha probabilmente dei pianeti e che quindi i sistemi solari della nostra galassia, composta da 100 miliardi di stelle, sarebbero 10 miliardi con un 60% capaci di ospitare la vita, forse anche intelligente. L’obiezione avanzata più comunemente agli avvistamenti alieni è che gli esseri, nello stesso tempo, sono troppo simili alla forma umanoide e presentano un’eccessiva varietà di tipologie biologiche e morfologiche. Va ricordato però che la selezione naturale darwiniana può operare per adattamenti obbligatori e necessari in ambienti biologici molto simili a quelli del pianeta Terra e che la grande varietà di forme aliene non è un paradosso: il nostro stesso pianeta presenta una differenziazione evolutiva estremamente variegata, con specie animali e vegetali che fino a poco tempo fa venivano scoperte di continuo e capaci di adattarsi ad ambienti dove si presume che la vita non possa esistere, come i ghiacci polari e i coni vulcanici. Anche nell’ambito della letteratura SF abbiamo ragionamenti d’avanguardia simili. La "Barlow’s Extraterrestrial Guide", basata sui più noti romanzi di fantascienza, propone un campionario notevole e impressionante di forme aliene che potrebbero essersi sviluppate nei vari pianeti, così come pure la stazione ospedale spaziale di tante iconografie fantastiche. IR3, IR4 E CONTATTISMO Passiamo ora in rassegna alcuni casi di IR-3, IR-4 e contattismo e i loro luoghi di provenienza. George Adamski. È il caso più famoso, con i venusiani biondi, i marziani scuri di pelle, i saturniani e i gioviani tutti simili all’uomo. Primo caso di apparizione di nordici e umanoidi associabili alle forme del pianeta Terra. Betty e Barney Hill. Appaiono per la prima volta i Grigi, con indicazione di provenienza dal sistema di Zeta Reticuli. Va ricordato come vi sia anche presenza di umanoidi a metà fra i grigi e il tipo umano evidenti nei capelli rossi dell’esaminatore di Barney. Il sospetto di manomissione di dati con cancellazione della memoria lascia presagire diversi sviluppi. Herbert V. Speer e Società Alaya. Appare il venusiano biondo Ashtar Sheran e la flotta extraplanetaria dei nordici. Cedric Allingham. Caso adamskiano, con presenza di umanoidi dalla pelle scura proveniente da Marte. Grava il sospetto che sia una burla dell’astronomo Patrick Moore. Orfeo Angelucci. Caso contattistico, in cui appare per la prima volta il pianeta nascosto tra Marte e Giove, sede d’origine della razza umana. Cynthia Appleton. IR-3 avvenuto nella casa della protagonista con presenza di umanoidi di tipo nordico proveniente da Venere. Contattisti di tipo adamskiano. Sono sempre presenti umanoidi di tipo nordico o di forma umana, provenienti da vari pianeti del sistema solare. Maurizio Cavallo, Truman Bethurum, Volpe Astuta (capo Sioux). Casi in cui appaiono il pianeta Clarion e i suoi comandanti femminili, con indicazione, in quanto dichiarato da Cavallo, di provenienza dalla costellazione Chioma di Berenice. Eduard Meier, Fred Bell, Enrique Castillo Rincon. Casi in cui appaiono i pleiadiani e gli andromediani, insieme ai loro mentori Semjase e Krishnamerk. Albert Coe. Caso in cui il presunto nordico afferma di venire da Tau Ceti, con base su Venere. Germana Grosso e Anna Federighi. Casi di contattismo telepatico in cui sono presenti entità spirituali dei pianeti del sistema solare di Algol e di Orione. Va ricordato che le entità umanoidi malvagie dei pianeti di questa costellazione sono ricollegate da Adamski e altri ai fantomatici uomini in nero. Abductions contemporanee. Emergono le onnipresenti figure dei Grigi reticuliani che negli ultimi anni hanno arricchito la loro fisionomia descrittiva insieme a nuovi elementi come i loro superiori, le grandi mantidi evolutesi a livello umano e i misteriosi Zetas, a metà fra Grigi e umanoidi. Da rilevare la loro scala evolutiva basata su forme di vita insettoidi. Elizabeth Klarer. Caso contattistico con alieni provenienti da Alpha Centauri, dai caratteri prevalentemente umanoidi a metà fra i nordici e l’uomo propriamente detto. UFO crashes. Umanoidi recuperati in vari schianti al suolo, provenienti dalla costellazione Cani da Caccia e Aquila oltre alla consueta localizzazione reticuliana. Casa Bianca. Presunto contatto con alieni di Aldebaran e Betelgeuse, avvenuto negli anni ’50 con alieni di tipo umano chiusi ermeticamente negli scafandri. P. Corso, J. Lear, M. Wolf e altri. Presenza dei seguenti alieni: Draconiani rettiliani provenienti da Alpha Draconis; Semitici provenienti da Altair 4 e 5 ed Epsylon Eridani con caratteristiche tipiche delle razze mediterranee e mediorientali (importante l’affinità con l’ET contattistico Voltar del caso Brian Scott); Iadiani, umanoidi di tipo nordico, Orange e affini più o meno all’uomo provenienti da Vega, Arturo, Sirio e Pleiadi. VITA INTELLIGENTE SUI PIANETI? Cosa ci dice l’analisi scientifico-astronomica da un punto di vista esobiologico riguardo la possibilità di vita intelligente e non su questi corpi celesti? Analizziamo caso per caso. Venere. Attualmente sappiamo che su questo pianeta non può esistere la vita in alcuna forma. Supponiamo però che i viaggiatori di Adamski provengano dal futuro. La situazione attuale di Venere riguarda un pianeta dalle temperature atmosferiche altissime, quasi di aria liquida, di composizione chimica aeriforme con componenti di base ostili alla vita o simili al passato geologico del pianeta Terra. Le formazioni nuvolose tossiche, fra cui la celeberrima nube a Y, insieme a una velocità di rotazione estremamente differente da quella terrestre, contribuiscono al resto. Se l’evoluzione di Venere è simile a quella della Terra, in un remotissimo futuro il pianeta potrebbe presentare un aspetto geofisico e biologico da clima subtropicale e/o desertico, torrido tale da far sviluppare forme di vita anche umanoide simili a quelle delle zone equatoriali terrestri. La velocità di rotazione del pianeta corretta sarebbe influenzata dalla mancanza di lune tipiche di un mondo senza effetti di marea. I Venusiani adamskiani sembrerebbero non essere del tutto consoni a questo ambiente, anche se le descrizioni del loro tipo di edilizia (anche in casi di contattisti recenti) paiono rispecchiare un’antropologia adatta a condizioni geoclimatiche simili. Marte. Con la sua caratteristica di pianeta freddo, a temperature polari inaccettabili per il genere umano, e il suo carattere di vulcanismo esasperato, Marte non potrebbe ospitare vita intelligente. La presenza di una canalizzazione a canyons di origine misteriosa sul pianeta, di grandi masse nevose e di batteri fossili presuppone anche qui un’evoluzione futura o passata di sviluppo di vita anche intelligente. La scienza moderna riconosce la presenza di un ambiente ecologico di fiumi e laghi nel passato marziano. Come non sospettare anche qui un’evoluzione futura in questo senso? La diversa, più lenta durata dell’orbita e dell’anno marziano presupporrebbe nel futuro un ambiente di tipo sahariano freddo su gran parte del pianeta. Le descrizioni dei marziani contattistici sembrano avvalorare questa dinamica evolutiva con la presenza di umanoidi di tipo mediterraneo dalla pelle scura simili alle popolazioni saheliane attuali. Fascia di asteroidi. La possibilità di un pianeta all’origine di forme umanoidi tra Marte e Giove non è del tutto esclusa dalla planetologia attuale. Ganimede e satelliti vicini. Se le entità umanoidi dei vari casi Rama provengono dal satellite gioviano, la loro datazione temporale riguarda sicuramente il futuro. La presenza di calotte di ghiaccio a componente acqua su Ganimede potrebbe far sviluppare una vita futura anche umanoide. Le minori dimensioni del pianeta e la sua orbita più lenta rispetto alla Terra favorirebbero una minore gravità che spiegherebbe i Giganti Biondi dei vari casi Paz Wells. Ci troveremmo di fronte a un sistema quasi di stella doppia Sole-Giove con la compagna, se esiste, Nemesis in un sistema triplo che coinvolgerebbe anche gli altri satelliti saturniani e nettuniani in un sistema planetario che andrebbe oltre la teoria gravitazionale dei tre corpi. Ciò spiegherebbe anche la fisica magnetica estranea narrata dalle entità ai contattisti. VITA DALLE STELLE? Zeta Reticuli. Il celeberrimo luogo di origine dei fantomatici Grigi è una stella doppia di quinta magnitudine composta da due stelle gialle simili al Sole. Pur essendo una doppia ottica va ricordato che le supposizioni esobiologiche su forme di vita abitanti questa tipologia stellare si sprecano nelle speculazioni. Un’emissione molto più costante di radiazioni stellari e raggi cosmici da parte di un sistema multiplo sembra non poter ospitare forme umanoidi come noi le conosciamo. Sulla Terra sappiamo, però, che esistono specie di artropodi come i Dermatteri degli insetti capaci di resistere anche alle esplosioni termonucleari. Non a caso le mantidi da cui si dice derivino i Grigi fanno parte di un Phylum affine. Le membrane nittitanti e il sangue incolore degli alieni sembrano testimoniare un adattamento a condizioni di luminosità e climatologia più intense delle nostre. Epsylon Eridani. La recente scoperta di un doppio sistema gioviano potrebbe dare adito a possibilità di vita intelligente, di modello ganimediano, come illustrato prima. Tau Ceti. Stella di tipo solare, ma molto più debole in luminosità con il 45% in meno del valore. La presenza teorica di pianeti extrasolari è confermata dalla scienza e questo dato favorirebbe lo sviluppo di vita umanoide simile alle popolazioni scandinave. Il caso Coe, sopra citato, troverebbe conferma, insieme alle indiscrezioni di segnali radio provenienti da questo sistema? È questo il luogo di origine dei nordici? Alpha Centauri. Il sistema triplo che lo compone potrebbe dare adito a sospetti di un sistema gioviano ganimediano con presenza anche qui di nordici di alta statura, che confermerebbe il caso Klarer. Chioma di Berenice. I sistemi di doppie, ivi presenti, lasciano supporre possibilità di vita anche nelle stelle simili al Sole. La luminosità maggiore di queste ultime favorirebbe lo sviluppo di vegetazione subtropicale, proprio come descritto nel caso Cavallo. Vega, Pleiadi, Iadi, Sirio, Arturo. I luoghi di origine della federazione umanoide appartengono a stelle classificate come recettori di vita futura. In particolare Pleiadi e Vega avrebbero dei climi molto più soggetti a una forte luminosità della magnitudo della stella favorente, nel caso del secondo, forme umanoidi simili a quelle del sud-est asiatico, mentre Sirio si verrebbe a qualificare come un altro sistema doppio gioviano. Arturo e le Iadi sarebbero simili al nostro Sole. Orione, Betelgeuse, Aldebaran. Le supergiganti rosse di questi sistemi avrebbero condizioni di irraggiamento radioattivo pesantissime, tanto da giustificare le protezioni artificiali del caso degli anni ’50 e l’abbigliamento degli uomini in nero, già teorizzato sulla Terra nel caso dell’allargarsi del buco dell’ozono, dal presidente Reagan negli anni ’80. Altair 4. La stella presenta una magnitudo e una luminosità maggiore del Sole. Possibilità di sviluppo di vita umanoide sul modello zone mediterranee, sahariane e tropicali terrestri? Una conferma di rivelazioni aliene? Casi in corso. Alpha Draconis. La stella principe della costellazione del Drago è venti volte più luminosa del Sole. Un pianeta per ospitare la vita dovrebbe avere una rotazione molto più lenta e una climatologia estremamente torrida sul modello di deserti come il Kalahari e il grande Erg algerino. Le forme di vita più adatte a questo tipo di ambiente sono artropodi del tipo aracnide e rettili predatori sul modello degli sfenodonti australiani o i clamidosauri. Il caso Guardian nasconde forse delle verità? Aquila, Cani da caccia, 107 Piscium, 54 Piscium, 68, 67, 27 Piscium, 71, 82 e 139 Eridani, Alpha Mensa, 86, 97, 95, 59, Tau Eridani. Le stelle della mappa di Zeta Reticuli e degli UFO crashes risultano tutte adatte alla vita anche intelligente. Come si vede, un’analisi scientifica veramente obiettiva non entra in contrasto con il dato ufologico. La mappa di Zeta Reticuli potrebbe essere letta come un rapporto esplorativo esobiologico degli alieni: le linee continue rappresentano dove vi è vita umanoide senza sviluppo di volo spaziale, quelle tratteggiate civiltà già avvezze al volo extragalattico (e i dati concordano con contattati e contattisti), i sistemi senza linee pianeti dove non vi è vita intelligente o allo stadio primitivo. L’argomento è dei più affascinanti, anche per capire come l’evoluzione delle forme di vita intelligente segua sempre schemi fissi nella morfologia strutturale, quasi in maniera lamarckiana. Il passaggio all’ultima fase di evoluzione citato da G. S. Hawkins in "Mindsteps to the Cosmos" con il contatto con civiltà extaterrestri è più che auspicabile. Un programma di spedizioni scientifiche di esplorazioni anche con equipaggi umani verso queste destinazioni indicate dall’ufologia dovrà essere la nuova frontiera della ricerca spaziale del 2000 appena iniziato. 7/19/2005 Teoria dei Buchi neriQuando una stella grande tre volte più del nostro Sole muore, implode ripiegandosi su se stessa per formare un Buco Nero. Questo avviene perché più è grande la massa dell'astro, più sarà elevata la densità e la forza attrattiva gravitazionale, a tal punto da inghiottire ogni corpo celeste nelle vicinanze e perfino la luce stessa. Ogni corpo celeste in verità potrebbe divenire un Buco Nero, se compresso più di un certo limite, detto raggio di Schwarzschild (dal nome dell'astronomo tedesco dei primi del '900 che scoprì per primo il fenomeno). Anche la Terra potrebbe divenirlo, se si dovesse comprimerla fino a farle avere un raggio di 0,88 cm! Ciò non potrebbe mai accadere spontaneamente per il nostro globo, ma è cosa del tutto normale per altri astri. Il centro di un Buco Nero è detto "Orizzonte degli Eventi", ed è il punto più estremo, dove "tutto" è nullo ed infinito nello stesso tempo. Più ci si avvicina a questo, più il tempo rallenta, fino ad essere infinito nel mezzo. Questo però vale per un osservatore esterno che vedesse un qualsiasi oggetto dirigersi verso un Buco Nero. L'oggetto stesso, ammettendo che fosse un uomo o una sonda spaziale, non percepirebbe nessun rallentamento del tempo, ma arrivato sull'Orizzonte degli Eventi, verrebbe letteralmente stirato fino a diventare uno spaghetto. Solo in certi casi, potrebbe resistere per qualche attimo, o qualche ora (dipende dalla massa iniziale dell'astro da cui ha preso origine il Buco Nero), tanto da poter vedere cosa c'è dall'altra parte, oltre l'Orizzonte degli Eventi. Naturalmente, tutto questo discorso è teorico, perché ancora nessuna sonda e men che meno, nessun essere vivente, si è mai avvicinato ad un Buco Nero. Cosa si dovrebbe vedere dall'altra parte?Innanzitutto, il tempo dovrebbe andare a ritroso. Ci si troverebbe in un altro universo, speculare al nostro, ma, in teoria, non si vivrebbe a lungo, perché prima o poi si verrebbe comunque compressi dall'enorme forza gravitazionale del Corpo celeste. Quindi, non accadrebbe come nel famoso film "The Black Hole", in cui i protagonisti riescono a passare attraverso un Buco Nero rimanendo illesi. Cosa c'entra tutto questo con i viaggi nel tempo? Ci sono certi scienziati convinti di poter viaggiare nel tempo usando i Buchi Neri come tunnel temporali, per passare da un universo all'altro. In effetti, il discorso precedente è solo teorico, e questi potrebbero davvero fungere da varchi spazio-temporali. Ma solo quando potremo sperimentare empiricamente queste teorie, potremo anche saperne di più riguardo questi misteriosi corpi celesti. Fino ad allora, tutto è possibile, ed ogni ipotesi è valida... 6/1/2005 Buchi Neri a AntimateriaBUCHI NERI E VARCHI DIMENSIONALI "Quando una stella grande tre volte più del nostro Sole muore, implode ripiegandosi su se stessa per formare un Buco Nero. " Questo avviene perché più è grande la massa dell'astro, più sarà elevata la densità e la forza attrattiva gravitazionale, a tal punto da inghiottire ogni corpo celeste nelle vicinanze e perfino la luce stessa. Ogni corpo celeste in verità potrebbe divenire un Buco Nero, se compresso più di un certo limite, detto raggio di Schwarzschild (dal nome dell'astronomo tedesco dei primi del '900 che scoprì per primo il fenomeno). Anche la Terra potrebbe divenirlo, se si dovesse comprimerla fino a farle avere un raggio di 0,88 cm! Ciò non potrebbe mai accadere spontaneamente per il nostro globo, ma è cosa del tutto normale per altri astri. Il centro di un Buco Nero è detto "Orizzonte degli Eventi", ed è il punto più estremo, dove "tutto" è nullo ed infinito nello stesso tempo. Più ci si avvicina a questo, più il tempo rallenta, fino ad essere infinito nel mezzo. Questo però vale per un osservatore esterno che vedesse un qualsiasi oggetto dirigersi verso un Buco Nero. L'oggetto stesso, ammettendo che fosse un uomo o una sonda spaziale, non percepirebbe nessun rallentamento del tempo, ma arrivato sull'Orizzonte degli Eventi, verrebbe letteralmente stirato fino a diventare uno spaghetto. Solo in certi casi, potrebbe resistere per qualche attimo, o qualche ora (dipende dalla massa iniziale dell'astro da cui ha preso origine il Buco Nero), tanto da poter vedere cosa c'è dall'altra parte, oltre l'Orizzonte degli Eventi. Naturalmente, tutto questo discorso è teorico, perché ancora nessuna sonda e men che meno, nessun essere vivente, si è mai avvicinato ad un Buco Nero. Cosa si dovrebbe vedere dall'altra parte?Innanzitutto, il tempo dovrebbe andare a ritroso. Ci si troverebbe in un altro universo, speculare al nostro, ma, in teoria, non si vivrebbe a lungo, perché prima o poi si verrebbe comunque compressi dall'enorme forza gravitazionale del Corpo celeste. Quindi, non accadrebbe come nel famoso film "The Black Hole", in cui i protagonisti riescono a passare attraverso un Buco Nero rimanendo illesi. Cosa c'entra tutto questo con i viaggi nel tempo? Ci sono certi scienziati convinti di poter viaggiare nel tempo usando i Buchi Neri come tunnel temporali, per passare da un universo all'altro. In effetti, il discorso precedente è solo teorico, e questi potrebbero davvero fungere da varchi spazio-temporali. Ma solo quando potremo sperimentare empiricamente queste teorie, potremo anche saperne di più riguardo questi misteriosi corpi celesti. Fino ad allora, tutto è possibile, ed ogni ipotesi è valida. Universi Paralleli e Varchi DimensionaliUNIVERSI PARALLELI (FORSE VIVIAMO IN UNA MATRICE ALL'INTERNO DI CUBI DIMENSIONALI ?) La soluzione è che possano esistere diversi universi paralleli. Cos’è un universo parallelo? È un universo che può essere quasi identico al nostro oppure totalmente l’opposto, e si pensa possano esisterne un numero infinito, perché infinite sono le varie possibilità da considerare. Ad esempio, un universo molto simile al nostro potrebbe essere quello in cui tutto è come lo conosciamo, tranne una cosa. Stamattina il Tizio del nostro universo si è svegliato e si è messo una camicia bianca. In un altro universo però la maglietta di Tizio era nera. Quindi la differenza che intercorre tra il nostro universo e l’altro è davvero minima. Ma in un altro universo le cose potrebbero andare diversamente e tutti noi potremmo avere le antenne, e ci potrebbero essere fiori che mangiano le persone o noi tutti potremmo avere la pelle verde, o io potrei essere analfabeta, Tizio potrebbe non aver mai avuto nemmeno una camicia, Tizio potrebbe anche non essere mai esistito, e così via all’infinito. Se Tizio, a questo punto, tornasse nel passato, e per sua sciagura, gli capitasse di cambiare il corso della storia, inevitabilmente finirebbe in un universo parallelo, ma lui non se ne accorgerebbe, continuando a vivere in quel mondo come se niente fosse. Solo tornando nel presente, si renderebbe conto di essere finito in un altro mondo, perché il presente nel quale finirebbe non sarebbe il suo presente, ma quello che lui stesso ha creato, modificando il passato. E probabilmente, non potrebbe più ritornare nel “suo” presente, cioè nel suo universo, perché tornando ancora nel passato con l’intento di rimettere le cose a posto, ritornerebbe nel passato di quell’universo, e non nel passato da cui lui è arrivato, continuando così a saltare da universo ad universo senza poter più ritornare nel proprio e forse anche andando di male in peggio. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Fig.1 1. Il nostro presente. Tizio da qui decide di andare indietro nel tempo. 2. Il nostro passato. Tizio decide di cambiarlo, poi riparte per tornare alla sua casa del suo presente. 3. Il presente dell’universo creato da Tizio. È qui che si ritrova il crononauta, in un presente alternativo, da lui stesso creato modificando il passato. Allora decide di ritornare nel passato per aggiustare le cose. 4. Ma si ritrova nel passato di questo nuovo universo parallelo. Se Tizio modifica anche questo passato, modifica ulteriormente il futuro finendo al punto 5. 5. Il presente del secondo universo (parallelo al nostro). Se ciò fosse possibile, potrebbe anche avverarsi quindi l’opposto, cioè, un Sempronio di un altro universo parallelo al nostro, potrebbe benissimo viaggiare nel tempo e finire nel nostro passato. Molte volte, studiando i libri di storia, mi sono imbattuto in personaggi così misteriosi, sotto certi aspetti innovativi, da immaginare che potessero essere arrivati nel nostro passato da un mondo diverso dal nostro. Personaggi come Gerberto d’Aurillac, ovvero Papa Silvestro II, Nostradamus, il famoso veggente, Dante, il poeta o magari lo stesso Gesù. Chi furono veramente queste persone? Furono persone come noi o magari crononauti provenienti davvero da un altro universo parallelo? E se così fosse, come arrivarono nel nostro passato? Il nostro passato conserva molte prove della venuta di persone da altri universi paralleli. Queste prove sono per lo più oggetti che gli studiosi chiamano anacronismi. 4/8/2005 I Pianeti origine degli alieniZeta Reticuli. Il celeberrimo luogo di origine dei fantomatici Grigi è una stella doppia di quinta magnitudine composta da due stelle gialle simili al Sole. Pur essendo una doppia ottica va ricordato che le supposizioni esobiologiche su forme di vita abitanti questa tipologia stellare si sprecano nelle speculazioni. Un’emissione molto più costante di radiazioni stellari e raggi cosmici da parte di un sistema multiplo sembra non poter ospitare forme umanoidi come noi le conosciamo. Sulla Terra sappiamo, però, che esistono specie di artropodi come i Dermatteri degli insetti capaci di resistere anche alle esplosioni termonucleari. Non a caso le mantidi da cui si dice derivino i Grigi fanno parte di un Phylum affine. Le membrane nittitanti e il sangue incolore degli alieni sembrano testimoniare un adattamento a condizioni di luminosità e climatologia più intense delle nostre. Sistema stellare binario Zeta Reticulii 1 e 2 , dista a circa 37 anni luce dalla Terra.
"..Questo schema fu disegnato sotto-ipnosi circa 20 anni prima della scoperta dell' esistenza del sistema stesso".. La stella Gliese 876 viene utilizzata come una sorta di avamposto remoto per studiare la Terra
Orbite della stella Gliese 876. A destra, foto del sistema stellare. Gliese 876 si trova nella costellazione dell'acquario a 20h 53m 20s di ascensione retta (RA) e -14° 15' 30'' di declinazione. Si tratta di una stella di tipo M4v con magnitudo apparente di circa 10.17 (range: 10.15 - 10.19). La sua distanza dalla terra è stata stimata in 15.4 anni luce. Gliese 876b e Gliese 876c sono i due pianeti di massa gioviana che ruotano molto in prossimità dell’ astro. 4/2/2005 La curvatura del continuum spazio-temporale.EDST, la possibile soluzione per i viaggi interstellari La curvatura del continuum spazio-temporale. L’argomento che mi accingo a esporre ora, ha visto i miei collaboratori e me, immersi per molto tempo in ricerche e raffronti che hanno infine portato buoni frutti al nostro studio. Quanto verrà esposto non è stato ripreso, come si potrà pensare, da materiale fantascientifico, bensì da riviste specializzate, testi accademici e studi compiuti da ricercatori qualificati. Il nostro intento non è di spiegare né presentare come vere queste teorie, ma di allargare i nostri orizzonti cognitivi e di farci avvicinare verso un futuro ancora incerto.Il limite attuale impostoci, non consiste solo in quello che ci viene dato dalla tecnologia, ma anche quello che ci viene dal mondo scientifico. La comunità scientifica ha sempre osteggiato la possibilità che esseri provenienti da un altro pianeta potessero superare le distanze interstellari per raggiungerci; ma come mai questo? La motivazione ufficiale è che essi non possederebbero la tecnologia necessaria per raggiungerci. Consideriamo un fattore, ovvero che se sono riusciti ad arrivare fino a qua sicuramente hanno trovato la tecnologia necessaria, migliore della nostra, per poter percorrere le distanze del cosmo. Siamo stati abituati spesso, come in Star Trek per esempio, a sentire parlare di effetti di distorsione spazio-temporale o warp drive, collegati alla possibilità di percorrere immense distanze nell’universo. Oggi recentissime teorie ci dicono che quello che noi credevamo incredibile o impossibile è invece realtà, realtà non però per i nostri giorni ma per un futuro che ancora si deve schiudere. Con tale argomento vogliamo anche pensare che sia realmente possibile da parte di altre specie non terrestri poter viaggiare nelle immensità del cosmo con un tempo di tragitto estremamente breve. Alla luce di recenti ricerche possiamo oggi finalmente affermare che è possibile, in via del tutto teorica, compiere viaggi attraverso lo spazio-tempo, aggirando quelle che sono le leggi conosciute della fisica. Il sostanziale deficit alla nostra teoria è però l’impossibilità attuale di costruire un apparecchio in grado di distorcere il tessuto stesso dello spazio-tempo ma nulla ci vieta che ciò possa avvenire una volta acquisita la tecnologia necessaria.Curioso a dirsi ma noi viviamo già in una distorsione spazio-temporale, tale distorsione è causata dalla massa del nostro pianeta. Secondo la fisica classica, un qualsiasi oggetto avente massa esercita un’attrazione gravitazionale ed è soggetto ad attrazione gravitazionale, tale forza (nella teoria della relatività generale), viene espressa e descritta come un curvatura del continuum spazio-temporale. La relativamente grande massa che il nostro pianeta possiede provoca la formazione di quella che viene definita nella terminologia scientifica “buca gravitometrica”. Tutto ciò che si trova all’interno e intorno ad essa tende a precipitare verso il suo centro, è per questo motivo che se lanciamo un qualunque oggetto in aria questo ricade a terra e noi interpretiamo questo fenomeno come attrazione. Dalla relatività generale possiamo evidenziare anche che una massa in rotazione nello spazio-tempo provoca nello stesso delle onde o frastagliature e queste, propagandosi, provocano delle alterazioni spazio-temporali del luogo. Le interazioni si intensificheranno all’aumentare della massa, della densità e delle dimensioni. Risulterebbe quindi più semplice alterare la trama spazio-temporale se riuscissimo ad avere “oggetti” super massivi ed in rotazione. Le alterazioni così create potrebbero portare a possibili viaggi spazio-temporali e a spostamenti superluminali. Negli anni trenta un ricercatore che aveva oramai raggiunto la fama mondiale, Albert Einstein, si dedicò durante le sue ricerche al fenomeno della distorsione dello spazio-tempo. Da tali ricerche vennero definite degli oggetti con struttura a cunicolo, molto particolari, e che presero il nome di “ponti di Einstein-Rosen”, o wormholes, questi ponti diventarono la base per tutte le future ricerche sui sistemi di propulsione a distorsione. Oggi, nel duemila, cerchiamo ancora una fonte di combustibile che ci possa permettere di spostarci con una certa autonomia nello spazio Aspettando che una tecnologia sofisticata ci permetta di realizzare i primi velivoli che sfruttino la propulsione esposta nella nostra ricerca. Lo stato attuale delle nostre tecnologie ci impedisce categoricamente il viaggio interstellare, sappiamo altrettanto bene dalla cronaca che i viaggi interplanetari, ovvero all’interno del nostro sistema solare, presentano continui problemi, basta vedere la quantità di sonde automatizzate inviate in questi ultimi anni nel pianeta rosso e quante di queste hanno funzionato. Da ciò potremmo desumere che non esistono quindi possibilità per i viaggi interstellari! Sbagliato!!!! L’idea che molti scienziati hanno proposto (probabilmente fornita dagli alieni come ad esempio il CD), e che noi vogliamo presentarvi, si basa su di una nuova concezione del volo spaziale. L’idea è quella di non utilizzare, come è stato fatto fino ad oggi, un sistema di propulsione convenzionale,basato cioè sul principio di azione-reazione postulato da Newton, ma un sistema di propulsione che sfrutta una tecnologia ancora a noi ignota, ma che potrà in un futuro diventare realtà, la distorsione spazio-temporale. Come affermato in precedenza la teoria della relatività ci insegna che niente può superare la velocità della luce, ma dobbiamo precisare che niente può viaggiare localmente più veloce della luce. Ciò significa che niente può viaggiare più velocemente in riferimento a marcatori locali di distanze, con marcatori di distanze vogliamo identificare osservatori immobili che assistono ad un fenomeno. Nel momento in cui andiamo a curvare lo spazio-tempo, questi marcatori di distanze locali non funzionano di necessità a livello globale. Se è possibile modificare il continuum, gli oggetti che sono in moto a velocità localmente anche molto basse, potrebbero, in teoria, e in conseguenza di una espansione e di una dilatazione dello spazio-tempo, percorrere distanze immense in piccoli intervalli di tempo. Recentemente, nel 1994, un fisico gallese, Miguel Alcubierre, è riuscito a dimostrare la possibilità di creare una configurazione dello spazio-tempo in cui un veicolo possa viaggiare fra due punti in un tempo arbitrariamente breve. Inoltre, e questo è un punto fondamentale nella nostra trattazione, nel corso di tutto il viaggio il veicolo potrebbe muoversi rispetto al suo ambiente locale ad una velocità molto inferiore a quella della luce rispetto ad un osservatore che vedrebbe il limite di tale barriera infranto, così che anche il paradosso degli orologi insegnatoci da Einstein andrebbe a decadere. Dalle equazioni einsteniane, Alcubierre riuscì a estrapolare soluzioni che hanno molte delle caratteristiche del motore a curvatura. La bolla di curvatura spazio-temporale creata da tale sistema di propulsione sarebbe in grado di trasportare un’astronave ipotetica, a velocità arbitrariamente alte rispetto ad un osservatore che si troverebbe fuori dalla bolla. Vogliamo aprire una piccola parentesi ricordando che fenomeni del genere sono spesso associati ad alcuni avvistamenti ufologici, nei quali gli oggetti sembrano sfrecciare a velocità incredibili oltre che compiere manovre per noi impossibili, ciò forse è dovuto ad un annullamento totale o quasi della forza di gravità e dell’attrito terrestri, nei confronti del velivolo. Il motore a curvatura sembrerebbe violare i postulati di Einstein secondo i quali non è possibile superare in velocità un segnale luminoso percorrendo il suo stesso cammino. Quando lo spazio è curvato, dovrebbe essere possibile però anticipare il segnale luminoso seguendo una via diversa : una scorciatoia creata dalla contrazione dello spazio-tempo di fronte alla bolla e dalla sua espansione dietro ad essa. Un problema del genere sul modello di Alcubierre, venne evidenziato da Sergej V. Krasnikov, dell’Osservatorio astronomico centrale di Pulkovo, vicino a San Pietroburgo. Egli vide che l’interno della bolla non ha connessioni causali con il suo margine anteriore. Come conseguenza la bolla non può essere pilotata, avviata o arrestata dal comandante dell’ipotetica astronave, ma bisogna operare una programmazione anticipata da un agente esterno. Per aggirare tali problemi, Kasnikov propose un’altra teoria molto interessante definita dei “tunnel superluminali”, inerente un tubo di spazio-tempo modificato (diverso dal varco spazio-temporale) che connette un punto di partenza con una eventuale stella lontana. Tale tunnel consentirebbe il viaggio solo in un senso e dovrebbe essere creato dall’equipaggio dell’astronave durante il viaggio di andata, effettuato a velocità subluminale . Il viaggio di ritorno, al contrario, potrebbe essere effettuato alla velocità consentita dalla curvatura. Il tunnel di Krasnikov implica, come vedremo in seguito, energia negativa, così come le bolle di curvatura ed altri metodi ipotizzati per effettuare viaggi interstellari. Questo è un secondo metodo evidenziato per effettuare viaggi a distorsione. Dobbiamo tener presente che nel momento in cui riuscissimo a costruire dei varchi spazio-temporali o dei motori a curvatura, anche il viaggio nel tempo diventerebbe realizzabile. Il trascorre del tempo ,come sappiamo, è relativo e dipende dalla velocità dell’osservatore, una persona che lascia la terra in moto a velocità prossima a quella della luce, al ritorno sarà invecchiata molto meno di coloro che sono rimasti sul nostro pianeta. Sembra che la relatività generale ci permetta tutti questi lussi, anche se le situazioni finora descritte sembrerebbero violare buona parte delle leggi della fisica da noi conosciute. Da quanto abbiamo descritto, abbiamo visto che l’energia negativa è alla base di questo tipo di propulsione futuristico. La fisica quantistica, tuttavia, impone delle rigide restrizioni all’utilizzo dell’energia negativa, dette disuguaglianze quantistiche, secondo le quali, ad esempio, maggiori sono le dimensioni di un varco spazio-temporale e maggiore risulta essere l’energia negativa necessaria per realizzarlo. Il problema consiste nel fatto che una così elevata quantità di energia deve essere confinata in una banda estremamente sottile. Qualora le disuguaglianze quantistiche vengano applicate ai varchi spazio-temporali ed ai motori di curvatura emerge che o tali strutture debbano essere limitate a scale submicroscopiche o se sono macroscopiche, che l’energia negativa rimanga appunto confinata in bande estremamente sottili. E’ stato stimato che l’energia negativa capace di creare un varco di un metro nella trama del continuum spazio-temporale debba essere uguale all’energia fornita in un anno da 10 miliardi di stelle, per varchi più ampi la situazione non cambia molto. Il problema che eventuali progettisti incontrerebbero nel costruire macchine a curvatura sarebbe quello di confinare queste enormi energie in volumi estremamente ridotti. Nel modello di Alcubierre una bolla di curvatura spazio-temporale che si muova a dieci volte la velocità della luce deve avere una parte non più spessa di 10-32 metri. Una bolla abbastanza grande per contenere una nave di 200 metri richiederebbe una quantità di energia negativa pari a 10 miliardi di volte la massa dell’universo osservabile. Chris Van de Breock dell’università di Lovanio, Belgio, ha proposto però un’altra teoria che impiega quantità di energia molto inferiori ma pone l’ardua sfida di infilare l’astronave in una bottiglia di spazio-tempo curvo il cui collo misura 10-32 metri di diametro. Abbiamo voluto rimarcare più volte che la tecnologia necessaria per poter costruire tutto ciò sia oggi come oggi improponibile, quanto irrealizzabile. Pensiamo, tuttavia, per un momento, che agli inizi del nostro secolo volare nel cielo era considerato come una sfida stessa ai disegni di Dio e alle regole imposte agli uomini, oggi però siamo andati sulla luna distante centinaia di migliaia di chilometri e ci stiamo avvicinando sempre più ad orizzonti che sarebbero sembrati, anche decenni fa, irrealizzabili. Nulla però vieta che il progredire esponenziale delle nostre conoscenze e delle nostre scoperte ci possa portare, non sappiamo quando, a realizzare anche questo sogno. Se come abbiamo detto riuscissimo ad alterare il tessuto stesso dello spazio-tempo, facendolo espandere e contrarre, il veicolo sottoposto a tale sistema si muoverebbe (non nel termine che gli connotiamo noi abitualmente) insieme allo spazio che lo circonda e avremmo lo stesso risultato di una tavola da surf che si trova sopra un’onda. La nave in questa maniera non si troverebbe mai a viaggiare localmente a velocità superluminali, poiché la luce verrebbe trasportata insieme all’onda di espansione nello spazio. In questa maniera non violeremmo nessuna delle leggi dettateci dalla fisica, le bypasseremo semplicemente. Si andranno a creare in tale maniera enormi onde gravitazionali che però non sarebbero mai vicine al veicolo e di conseguenza non minaccerebbero la salute di un eventuale equipaggio. Il costo della soluzione adottata però deve tener conto che le varie configurazioni dello spazio-tempo sono connesse ad una qualche distribuzione sottostante della materia e dell’energia. Perché lo spazio desiderato sia “fisico”, occorre che si possa conseguire la distribuzione richiesta della materia e dell’energia. Abbiamo finora esposto l’ipotetico funzionamento di un motore a curvatura, che ci permetterebbe viaggi verso le stelle a costi di tempo estremamente bassi e con rese eccezionali. Abbiamo voluto più volte specificare che non esiste oggi, per quanto ne sappiamo, sul nostro pianeta una tecnologia in grado di costruire un apparecchio che sfrutti tale sistema di propulsione ma allo stesso tempo abbiamo voluto evidenziare come molte teorie e scoperte che sono state elaborate nel corso degli ultimi anni tendano ad avvalorare una sua possibile costruzione futura. Assodato che tale motore sia costruibile, almeno in via ipotetica, dobbiamo tener conto però del membro di destra delle equazioni di Einstein, ossia la distribuzione della materia e l’energia richiesta per la produzione della curvatura spazio tempo. [E=mc2 ] Ipotetici viaggiatori spazio-temporali che si muovessero all’interno di questi varchi ad alta velocità, potrebbero misurare intorno a loro una energia negativa, il tipo di energia necessario per produrre una propulsione a curvatura. Ricerche dimostrano che anche osservatori in quiete rispetto alla nave rivelerebbero una energia negativa. Le soluzioni della relatività generale, richieste per mantenere aperti i tunnel spazio-temporali, implicano che la materia debba respingere gravitazionalmente altra materia. Nella relatività generale troviamo un teorema grazie al quale questa condizione equivarrebbe in generale a richiedere che l’energia della materia sia negativa. Qualora la regione centrale del varco spazio-temporale fosse “costituita” da energia positiva anziché negativa, le pareti interne collasserebbero e occluderebbero il varco stesso, rendendo impossibile il suo attraversamento da parte di un ipotetico velivolo spaziale. Il motivo per cui la realizzazione dei varchi spazio-temporali richiede obbligatoriamente energia negativa, consiste nel fatto che all’interno del tunnel, si troverebbero forze gravitazionali negative grazie alle quali le pareti interne invece di collassare, si respingerebbero reciprocamente, mantenendo così aperto il passaggio. Dobbiamo a questo punto concederci un piccolo spazio per precisare alcuni punti. Come abbiamo potuto evincere da quanto detto, perché possa avvenire una distorsione dobbiamo impiegare qualcosa che stiri e tiri il continuum, questo qualcosa deve essere correlato con la gravità e deve poter usufruire delle sue leggi. Nel corso di questo secolo, miriadi di ricercatori si avvicinarono a soluzioni che Einstein iniziò a prospettare prima di morire e che lo assorbirono negli ultimi anni della sua vita, parliamo dell’unificazione delle quattro interazioni fondamentali. Come sapete bene l’intero universo, noi compresi, è governato da quattro interazioni o forze fondamentali (quella elettromagnetica, nucleare debole, nucleare forte e gravitazionale. Dopo svariati decenni di ricerche, scienziati da tutto il mondo sono riusciti a trovare punti d’appoggio nonché vere e proprie correlazioni tra tre di queste quattro forze unificandole a livello matematico e dandogli il nome di GUT (Grande Teoria Unificata). In questa unificazione non è presente però la forza gravitazionale che possiamo sperimentare tutti i giorni ma i cui bosoni[1] vettori, detti gravitoni, non sono stati ancora rilevati e a tale scopo sono stati varati vari progetti internazionali il cui fine sarebbe proprio quello di portare alla luce queste particelle enigmatiche. Sarebbero proprio i gravitoni che, opportunamente modulati, permetterebbero lo stiramento e l’allungamento del tessuto spazio temporale, ma mancando la prova sperimentale riguardo all’esistenza di tali particelle non è possibile oggi pensare neanche ad un loro utilizzo pratico, ma semplicemente teorizzare quelli che potrebbero essere i loro impieghi. Le teorie a supporto della loro esistenza sono molteplici, e avvalorerebbero anche le ipotesi dell’uomo che nel 1918 le ipotizzo, Albert Einstein. Ritornando al discorso affrontato precedentemente, il fatto sorprendente per noi è che nel momento in cui accostiamo la meccanica quantistica alla relatività ristretta, vediamo una implicazione che, per quanto riguarda almeno le scale submicroscopiche, presenta una distribuzione locale di energia che può essere negativa. In effetti sembra che le fluttuazioni quantistiche abbiano proprio queste proprietà. Abbiamo detto prima che il tessuto spazio-temporale può essere modificato, piegandolo ed increspandolo grazie ad una forte quantità di onde gravitazionali focalizzate in un punto. Perché avvenga ciò dobbiamo avere il controllo all’origine di una onda gravitazionale, controllo che ancora ci sfugge. Il punto chiave del controllo della gravità consiste nella scoperta di un tipo di particella a noi noto a livello teorico, la scoperta dei gravitoni. Sappiamo dalle teorie quanto-meccaniche che la forza di gravità potrebbe essere causata dal continuo scambio di gravitoni tra due corpi dotati di massa. Il risultato che avremmo, e in cui viviamo senza accorgercene, sarebbe un’attrazione fra i due corpi. Manipolando le stesse particelle potremmo imporgli una forza repulsiva causando così il fenomeno definito antigravità. Il problema è se questa tecnologia sarà resa disponibile al pubblico, se non è gia stata creata e utilizzata a nostra insaputa. Spesso le innovazioni tecniche ed il loro ritmo non sono destinati a soddisfare bisogni quanto invece a creare bisogni, Dobbiamo quindi chiederci se il nostro bisogno, nostro inteso come popolo e non come governo, sarà quello di spingerci oltre certi confini. Nei primi mesi di quest’anno siamo stati molto sorpresi nel vedere una delle maggiori riviste di divulgazione scientifica pubblicare, dedicandole niente meno che la copertina, un articolo di due ricercatori statunitensi, Lawrence H. Ford e Thomas A. Roman, della Tufts University inerente l’energia negativa e la possibilità di distorcere lo spazio-tempo con essa. In questo affascinante articolo, pubblicato sulla rivista “Le Scienze”, i due autori ci introducono nelle implicazioni e nelle scoperte che nei loro dieci anni li hanno portati a formulare un’ipotesi plausibile su come distorcere il continuum spazio-temporale. Secondo la fisica quantistica, ed in particolare il principio di indeterminazione di Heisenberg, non è possibile attribuire un valore di energia nullo al vuoto, in quanto per farlo occorrerebbe un tempo di misura infinito. Ora per l’equivalenza tra energia e massa, esiste una certa probabilità che compaiano spontaneamente coppie di particelle-antiparticelle virtuali per un tempo inversamente proporzionale alla loro massa, secondo un fenomeno detto polarizzazione del vuoto in quella che viene definita, come schiuma quantistica. La continua comparsa e scomparsa di particelle virtuali va sotto il nome di fluttuazioni quantistiche e lo smorzamento o l’attenuazione di quest’ultime determina l’insorgenza, in alcune parti del vuoto quantistico, di energia negativa. L’energia che ci serve per poter aprire un cunicolo capace di farci viaggiare attraverso lo spazio-tempo, sostengono i ricercatori, è veramente insolita, ma non è niente di fantascientifico, si tratta dell’energia negativa. Con il termine “energia negativa”, non vogliamo intendere però l’antimateria (che ha sempre energia positiva), né dobbiamo associarla a quella che viene comunemente chiamata energia “esotica”. Le onde di luce ordinaria hanno densità di energia positiva o nulla in diversi punti dello spazio, quando noi interagiamo con alcuni stati che vengono definiti “spremuti”, la densità di energia in un certo istante di tempo può diventare negativa in qualche punto, per compensazione la curva di energia positiva deve aumentare. Più elevato è il valore di energia negativa e più breve è l’intervallo di tempo che intercorre tra l’impulso di energia negativa e quello di energia positiva. Alcuni tra i più importanti laboratori mondiali, come il Los Alamos National Laboratory (L.A.N.L.), sono riusciti a creare per brevissime frazioni di secondo impulsi di energia negativa che purtroppo si sono dissolti pochi istanti dopo per il consequenziale subentro massiccio di energia positiva. Il problema attuale è quello di riuscire a contenere pacchetti di energia negativa in ambienti stabili. Dalle ricerche compiute è stato notato che la presenza di energia negativa è sempre ed inderogabilmente associata ad energia positiva; ciò comporta quindi che il nostro primo punto di ricerca sia quello di isolare i due tipi di energia. Il concetto di energia negativa è presente in molte branche della fisica moderna e lo possiamo anche ritrovare in quei misteri cosmici che sono i buchi neri. Oggi sappiamo che i buchi neri sono “oggetti” estremamente complessi, le cui leggi sembrano violare alcune delle nostre più accreditate conoscenze, siamo certi però che le singolarità[2] siano enormi produttori di energia negativa. Stephen Hawking, una delle menti più geniali di questo secolo, ha ipotizzato una base per la creazione dell’energia negativa. Hawking postula, che, nel momento in cui certe stelle iniziano a collassate e quindi a morire, si vengono a sprigionare forze incredibili. Tali forze condensano la materia a tal punto da portare stelle enormemente più grandi del nostro sole a raggiungere il raggio di qualche chilometro e la gravità diventa talmente forte da trattenere qualsiasi radiazione. Si viene così a creare, per un fenomeno a noi ancora ignoto, un buco nero che continua ad irradiare radiazione (la radiazione di Hawking) e a contrarsi fino a che l’orizzonte degli eventi scompare e la singolarità interna viene esposta all’universo. Dal punto di vista teoretico, Hawking ha osservato che la singolarità nuda (così viene chiamata la singolarità di un buco nero quando viene esposta all’universo circostante) presenta una massa negativa. A conclusione di quanto detto, la scienza talvolta osteggia teorie nuove, molte volte bollando gli stessi ricercatori come “scienziati eretici”. L’unica speranza è che nel momento in cui tali tecnologie saranno possibili non si interpongano ragioni di stato o militari che ne vincolino o precludano l’utilizzo. Come affermò Max Planck, grande ricercatore di questo secolo : “ …l’ortodossia scientifica è tutt’altro che immutabile e i fenomeni che vengono derisi come assurdità in una data generazione possono diventare oggetto di serio studio in quella successiva”. E’ doveroso sottolineare, per l’ultima volta, tuttavia, che allo stato attuale delle conoscenze scientifico-tecnologiche, non è possibile realizzare sistemi propulsivi spaziali non convenzionali che sfruttino la distorsione del continuum spazio-temporale al fine di compiere viaggi interstellari. Qualora i ricercatori fossero in grado di bypassare, in qualche modo, le fastidiose e noiose disuguaglianze quantistiche, la realizzazione di tali sistemi propulsivi diverrebbe verosimile e possibile. Nel momento in cui le disuguaglianze quantistiche venissero aggirate e quindi i sistemi di propulsione non convenzionale venissero realizzati, nessuno potrebbe più ragionevolmente escludere la possibilità che civiltà aliene tecnologicamente avanzate abbiano interagito, interagiscano o interagiranno con il pianeta terra e l’umanità. [1] Bosoni: particelle elementari che costituiscono i pacchetti di energia o quanti delle interazioni fondamentali dell’universo. [2] Singolarità : Zona dello spazio-tempo dove non sono più definite le leggi della fisica come noi le conosciamo. Il fenomeno più potente nella singolarità è la fine del rapporto causa-effetto. 3/30/2005 Da dove vengono e come ?DA DOVE VENGONO e COME ? Grigi: provengono dalla costallazione di Orione... da Zeta Reticuli 1° e 2° (alieni cattivi ma cooperano con la NASA e la CIA). Nordici: provengono da Venere.. sono detti anche Venusiani.. (aleini buoni) Rettiliani: creatore dei cerchi nel grano... cattivi.. vogliono consumare le risorse della terra.. i cerchi sono segnali per sincronizzare l'attacco... Come si spostano ? Si spostano utilizzando la teroria di Einstein sulle porte dimensionali (buco nell'antimateria) e viaggiano usando dei varchi dimensionali tra dimenzioni parallele. Cosa hanno inventato per noi...? es: il CD (infatti non è mai stato brevettato da nessuno ma lo usiamo tutti i giorni..).. gli aerei a reazioni.. lo shuttle.. Cooperano col governo per nascondere le informazioni daccordo con la CIA etc. (negazione plausibile...) ... i films che vedete al cinema, pur in modo ironico riportano alla luce la verita: ES: Signs parla dei rettiliani e la conquista del mondo. Stargate parla del varco dimensionale, MIB parla del majestic 12 e dei Venusiani, Incontri del terzo tipo parla dell'area 51 e della coperazione con i terrestri... del resto non si inventa nulla..... si cerca solo e sempre di nascondere la verità... INDIPENCE DAY tratta dei fondi neri e dell'area 51 ... .....
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